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  Frisbee Manuale di resistenza umana
 
Diario
 


A salty dog - Procol Harum

'All hands on deck, we've run afloat!'
I heard the captain cry
'Explore the ship, replace the cook:
let no one leave alive!'
Across the straits, around the Horn:
how far can sailors fly?

A twisted path, our tortured course,
and no one left alive
We sailed for parts unknown to man,
where ships come home to die
No lofty peak, nor fortress bold,
could match our captain's eye

Upon the seventh seasick day
we made our port of call
A sand so white, and sea so blue,
no mortal place at all
We fired the gun, and burnt the mast,
and rowed from ship to shore

The captain cried, we sailors wept:
our tears were tears of joy
Now many moons and many Junes
have passed since we made land
A salty dog, this seaman's log:
your witness my own hand


Castello Angioino di Mola di Bari

 

Dalla Piazza XX Settembre, pur occultato da edificazioni sorte a inizio novecento lungo il perimetro dell’antico fossato e che si incuneano abusivamente nello storico monumento, è tuttora visibile parte del bastione più alto dell’importante e rilevante Castello Angioino, con la caratteristica pianta a poligono stellato (il solo che abbia questa forma lungo il litorale tra Barletta e Monopoli). Il Castello, per il quale il P.R.G. vigente prevede l’isolamento dalle costruzioni che vi si addossano, al fine di restituirne l’originaria vista e immediata accessibilità con la Piazza XX Settembre, sorge in diretta continuazione della Piazza e in stretto collegamento con il nucleo antico. Il maniero fu fatto costruire da Carlo d’Angiò nel 1279 allo scopo di difendere e presidiare (fu giudicato inespugnabile per la struttura delle muraglie e delle merlate) il nucleo antico medioevale. Tale abitato (denominato “iend a terre, cioè “nella terra”, perché edificato su un promontorio affacciato sul mare), a partire dal 1277-78, venne fatto ricostruire da Carlo d’Angiò su un precedente luogo primigenio di cui è incerta l’origine greca. Dopo il periodo che vide la presenza romana sul territorio molese (importanti sono i ritrovamenti dell’antica Turris Juliana in località “Padovano”), alcune ricostruzioni storiche riportano la presenza di Mola nell’alto Medio Evo, nel periodo normanno-svevo, come attesterebbe la lapide ritrovata nella Chiesa Matrice, riferita a tale Agosmundo ivi sepolto nel 1150.

 

Palazzo Roberti (Mola di Bari)

 

Palazzo Roberti è un edificio di notevole mole e importanza artistica, storica e architettonica, come è documentato in numerose pubblicazioni artistiche specializzate. Esso è un capolavoro del barocco settecentesco pugliese, costruito su progetto dell’arch. Vincenzo Ruffo nella seconda metà del secolo XVIII, che ospita tele e affreschi di elevato valore artistico. Palazzo Roberti è stato anche oggetto dell’attenzione del FAI (Fondo per l’Ambiente Italiano) che ha inserito alcuni anni addietro lo storico edificio nell’itinerario nazionale delle “Giornate di primavera”. Un’ampia documentazione relativa a Palazzo Roberti è rinvenibile nell’Atlante del Barocco in Italia, Terra di Bari e Capitanata, Roma 1996-2002.

La gloria mondiale dell’82

La sorte spinge gli azzurri in un secondo girone terribile: come concorrenti arrivano Brasile e Argentina. La fine sembra scontata, ma sarà invece l’inizio di una cavalcata che porterà l’Italia al terzo titolo mondiale. La partita con l'Argentina è pura esaltazione del "gioco all'italiana", Gentile bracca Maradona per tutto il campo, Tardelli e Cabrini realizzano le due reti che significano vittoria. Il Brasile infligge all'Argentina un 3-1, quindi il passaggio del turno verrà deciso dal match Italia-Brasile.
I verde-oro sudamericani, avendo un numero di reti superiori all’Italia, possono contare su due risultati su tre. Per l’Italia il risultato è uno solo, la vittoria, e dopo pochi minuti Rossi gela la torcida brasiliana e porta in vantaggio gli azzurri. Il Brasile reagisce e pareggia, ma è un fuoco di paglia. Paolo Rossi ha qualcosa di magico quella sera e va nuovamente a segno: 2-1. Sembra fatta, ma il Brasile lotta come non mai e impatta di nuovo. Sul 2-2 potrebbe esserci un crollo psicologico, ma un incontenibile Paolo Rossi va in gol per la terza volta e regala all’Italia il passaggio del turno.
Adesso l’Italia celebra "Pablito" (uno dei giocatori più contestati alla vigilia) e tutta la squadra, che comunque non abbandona il suo silenzio stampa. In semifinale l’avversario è la Polonia, già incontrata nel girone di qualificazione ma questa volta priva di Boniek; negli azzurri è assente Gentile. Chi c'è invece, è Paolo Rossi, che segna ancora (doppietta) e trascina la nazionale azzurra in finale. A Siviglia, intanto, si svolge l'altra semifinale: è una sfida epica tra francesi e tedeschi, che alla fine premierà la Germania ai rigori.
La finale è Italia-Germania allo stadio del Real Madrid "Santiago Bernabeu", splendido impianto della capitale spagnola. In campo due formazioni molto simili come gioco. All'inizio non sembra possa venir fuori una gara emozionante: l'Italia parte contratta, nervosa, tesa... sembra che gli azzurri sentano troppo la partita. Anche i tedeschi non appaiono troppo aggressivi: avanzano cauti, timorosi, impauriti dal contropiede italiano. L'inizio di partita è avaro di emozioni (tranne l'infortunio di "Ciccio" Graziani), ma al 24' Conti si procura un rigore: Cabrini va sul dischetto, rincorsa e... fuori! Gara ancora in parità, ma l’Italia no si perde d’animo. Si arriva al 56' e Paolo Rossi realizza sottomisura: 1-0 e Italia ad un passo vittoria. Dopo circa dieci minuti (68') Conti vola sulla fascia destra, trova Tardelli al limite, tiro e gol! Seguito dall'urlo di gioia che rimarrà per sempre nella storia dei mondiali di calcio.
All'ottantesimo arriva anche il terzo gol a sancire il trionfo e la superiorità dell’Italia: il solito Conti  affonda lungo l'out destro e mette palla in mezzo per "Spillo" Altobelli, che dribbla il difensore Schumacher e deposita la palla in rete. Il gol della bandiera per i tedeschi lo realizza Breitner, ma arriva a partita terminata e non c'è tempo per la rimonta: 3-1 e Italia campione del mondo per la terza volta.
Delle immagini del "mundial" spagnolo passano alla Storia la corsa e l'urlo di Tardelli dopo il gol alla Germania, il Presidente Pertini in tribuna d'onore che gioisce, e la voce di Nando Martellini che urla dalle tv di tutta Italia "campioni del mondo, campioni del mondo, campioni del mondo!”

Italia-Germania 4-3

La "Partita del secolo" è, secondo molti storici dello sport, la semifinale della Coppa del Mondo 1970 di calcio disputata mercoledi 17 giugno 1970 allo Stadio Azteca di Città del Messico tra Italia e Germania Ovest. Un monumento di fronte allo stadio Azteca è posto a ricordare quella partita memorabile. La Germania Ovest si presentava all'Azteca fiduciosa: stravinto il girone eliminatorio, era riuscita in un'impresa ottima, ribaltando, nei quarti contro i Campioni in carica dell'Inghilterra, lo 0-2 con cui i britannici conducevano fino a venti minuti dalla fine. I teutonici scesero così in campo, il 17 giugno, come i favoriti.Valcareggi escluse ancora una volta Rivera in favore di Mazzola. Il primo gol fu quello di Roberto Boninsegna, a soli otto minuti dall'inizio della partita, dopo una combinazione con Gigi Riva. Per i seguenti ottanta minuti l'Italia si limitò a difendere il risultato. Fu però il milanista Karl-Heinz Schnellinger, al suo primo gol (e unico a fine carriera!) in 47 partite con la nazionale, a portare la gara in parità all'ultimo minuto dei tempi regolamentari. Iniziarono così i tempi supplementari che entrarono nella storia: al gol di Gerd Müller al '94, abile a sfruttare un errato tocco della difesa italiana dopo un debole colpo di testa di Uwe Seeler, rispose un difensore, Tarcisio Burgnich, su un controsvarione difensivo tedesco; l'Italia, un minuto prima della fine del primo tempo supplementare passò addirittura in vantaggio, con Riva in contropiede. Al quinto minuto del secondo tempo supplementare, un erroraccio di Rivera (entrato al 46' per Mazzola), regalò alla Germania il pareggio: colpo di testa dei Seeler su un pallone proveniente dal calcio d'angolo, la palla sembra indirizzata fuori, Rivera si scansa ma Müller interviene di testa indovinando lo spiraglio. Fu un'azione incredibile dello stesso Rivera, però, a riportare dopo appena 60 secondi l'Italia in vantaggio. Finì 4-3; l'Italia dopo 32 anni era in finale di Coppa Rimet: all'alba, nelle piazze italiane, l'impresa fu festeggiata come la vittoria del Mondiale stesso. (tratto da Wikipedia).


Ulisse

Non è il mitico eroe di Omero. E' un italiano, della nostra latitudine, che vive e lavora in Belgio. Un "mago" del web: tanto bravo che ha ritrovato per me i contenuti di questa home page che sembravano definitivamente persi. Un vero amico di mouse e tastiera. Grazie Ulisse!!! E questo è il suo link: http://ulisse3.ilcannocchiale.it/

Mazzini

Contro la politica pseudo-individualistica di chi difendeva i privilegi, Mazzini delinea una concezione della democrazia intesa come «democrazia etica», perché non si limita a sostenere i princìpi della rappresentanza politica e del suffragio universale, ma esige una carica ideale, una "fede", in grado di chiamare tutti gli individui a costruire insieme una società più libera, solidale, dove ciascuno si senta titolare di diritti ma altresì responsabile di doveri. In questa prospettiva Mazzini nega che in futuro possano esistere primati di casta o di classe, perché identifica come obbiettivo di un futuro ordinamento democratico "morale" (o etico-politico, potremmo definirlo oggi) «l'emancipazione, il miglioramento, la cooperazione di tutti». Convinto che questo tipo di democrazia si deve costruire insieme, con la solidarietà di ciascuno, Mazzini intuisce anche i rischi di chi pretende affidarsi a un partito-guida, che una volta al potere eserciterà un'intollerante «dictatorship». Come sarebbe disastrosamente capitato con le esperienze delle «democrazie popolari» del '900. (da "Il Corriere della Sera").

Un "lavoro" di mesi andato in fumo.

Stamattina, nel postare la riflessione su Mazzini che vedete sopra, tutto il contenuto della Home Page è sparito come d'incanto. Peccato, perchè ci tenevo particolarmente. Di quanto scritto in questi mesi, è rimasta soltanto l'icona che vedete sotto e che, pervicacemente, si rifiuta di farsi eliminare. Ai tecnologi l'ardua sentenza. Se qualcuno sa come poter recuperare i contenuti che sembrerebbero persi, mi dia una mano. Grazie.

 

Garibaldi a Teano

Il 26 Ottobre 1860 al bivio di Taverna Catena, presso Teano, Garibaldi consegna a Vittorio Emanuele II le province meridionali. Il garibaldino Alberto Mario, testimone oculare racconta: “… di sotto al cappellino Garibaldi si era acconciato il fazzoletto di seta per proteggere le orecchie e le tempie dalla mattutina umidità. All’arrivo del re, cavatosi il cappellino, rimase il fazzoletto… Vi saluto caro Garibaldi? Come state? … Bene Maestà e Lei? … Benone… Garibaldi alzò la voce… Ecco il re d’Italia”.

Dopo gli screzi e le incomprensioni con Vittorio Emanuele II, Garibaldi partì da Napoli a bordo del piroscafo Washington per ritirarsi a Caprera a fare il contadino. Solo il giornale "L'indipendente", diretto da Alessandro Dumas, ne dette notizia, elencando le poche cose che il generale, dopo aver conquistato un regno, portava con sé: un sacchetto di sementi, una balla di stoccafissi, una cassa di maccheroni, un sacchetto di zucchero e alcuni barattoli di caffè.


Shakespeare

Cesare ad Antonio:

"Vorrei che attorno a me ci fossero degli uomini piuttosto grassi, e con la testa ben pettinata, e tali, insomma, che dormano la notte. Quel Cassio laggiù ha un aspetto troppo magro e affamato:  pensa troppo, e uomini del genere sono pericolosi."
 
dal  "
Giulio Cesare"

Rita Levi Montalcini
(Premio Nobel per la medicina)

Rita Levi Montalcini è nata nel 1909 a Torino e si è laureata in Medicina nel 1936. Fin dai primi anni universitari, sotto la guida del Prof. Giuseppe Levi, si dedica agli studi sul sistema nervoso che poi seguirà per tutta la sua vita, salvo alcune brevi interruzioni nel periodo della II Guerra Mondiale. Dal 1945 al 1947 è assistente del Prof. Levi, fino al trasferimento in America su invito del Prof. Victor Hamburger della Washington University di Saint Louis, dove diventa docente di Neurologia. Per trenta anni Rita Levi Montalcini vive negli Stati Uniti completamente dedita alla ricerca e giunge alla scoperta di una proteina, il fattore di crescita delle cellule nervose o Nerve Growth Factor (NGF) che provoca lo sviluppo e la differenziazione delle cellule nervose. La sua attività di scienziata le porta innumerevoli riconoscimenti a livello internazionale e nel 1986 il conferimento del Premio Nobel per la Medicina. Componente del CNR, attualmente si dedica a tempo pieno alla ricerca presso il laboratorio di biologia cellulare. E' Presidente Onorario dell'Associazione Italiana Sclerosi Multipla, alla quale aveva già aderito nel 1968 dagli Stati Uniti, e dal 2001 è stata nominata Senatore a vita.

Piero Calamandrei
(Giurista, antifascista, fondatore del Partito d'Azione)

Processato nel 1947 per crimini di Guerra (Fosse Ardeatine, Marzabotto e altre orrende stragi di innocenti), Albert Kesselring, comandante in capo delle forze armate di occupazione tedesche in Italia, fu condannato a morte. La condanna fu commutata nel carcere a vita. Ma già nel 1952, in considerazione delle sue "gravissime" condizioni di salute, egli fu messo in libertà. Tornato in patria fu accolto come un eroe e un trionfatore dai circoli neonazisti bavaresi, di cui per altri 8 anni fu attivo sostenitore. Pochi giorni dopo il suo rientro a casa Kesselring ebbe l'impudenza di dichiarare pubblicamente che non aveva proprio nulla da rimproverarsi, ma che - anzi - gli italiani dovevano essergli grati per il suo comportamento durante i 18 mesi di occupazione, tanto che avrebbero fatto bene a erigergli... un monumento.
A tale affermazione rispose Piero Calamandrei, con una famosa epigrafe (recante la data del 4.12.1952, ottavo anniversario del sacrificio di Duccio Galimberti), dettata per una lapide "ad ignominia", collocata nell'atrio del Palazzo Comunale di Cuneo in segno di imperitura protesta per l'avvenuta scarcerazione del criminale nazista. L’epigrafe afferma:

Lo avrai
camerata Kesselring
il monumento che pretendi da noi italiani
ma con che pietra si costruirà
a deciderlo tocca a noi.

Non coi sassi affumicati
dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio
non colla terra dei cimiteri
dove i nostri compagni giovinetti
riposano in serenità
non colla neve inviolata delle montagne
che per due inverni ti sfidarono
non colla primavera di queste valli
che ti videro fuggire.

Ma soltanto col silenzio del torturati
più duro d'ogni macigno
soltanto con la roccia di questo patto
giurato fra uomini liberi
che volontari si adunarono
per dignità e non per odio
decisi a riscattare
la vergogna e il terrore del mondo.

Su queste strade se vorrai tornare
ai nostri posti ci ritroverai
morti e vivi collo stesso impegno
popolo serrato intorno al monumento
che si chiama
ora e sempre
RESISTENZA.



Resistenza

“I deboli non combattono, quelli più forti lottano forse per un'ora, quelli ancora più forti lottano per molti anni, ma quelli fortissimi lottano per tutta la vita. Costoro sono indispensabili.”

(Bertolt Brecht)


Stranieri in casa propria

"La maggioranza traccia un cerchio formidabile intorno al pensiero. Nell'ambito di questi limiti ciascuno è libero; ma guai a lui se osa uscire (...). Il padrone non dice più: tu penserai come me o morirai; dice: sei libero di non pensare come me; la tua vita, i tuoi beni, tutto ti resta, ma da quel giorno sei uno straniero tra noi".

(Alexis de Tocqueville - "Della Democrazia in America")


Quer che sà navigà sta sempre a galla.

Mò te reprico io che nu lo sai
tu er praticà de sto paese buffo:
qua chi ha quadrini, non ha torto mai.
Basta de curre a tempo co lo sbruffo:
eppoi, senza pericolo de guai,
spaccia puro per fresco er pane muffo.

(Giuseppe Gioacchino Belli, dai Sonetti)

La libertà.

"La libertà non è una filosofia e neppure un'idea: è un movimento della coscienza che ci porta, in certi momenti, a pronunciare due monosillabi: Sì e No. Nella loro brevità, istantanea come la luce del lampo, si dipinge il segno contraddittorio della natura umana" .
(Octavio Paz, "L'altra voce")

"Un cammino di mille passi, inizia con un passo".

(Lao-tse, VI sec. a.C.)

PIERO DELFINO PESCE

(Mola di Bari, 1874 - 1939), politico antifascista, giornalista, letterato, avvocato

“E venne la Resistenza e Piero Delfino Pesce partecipò a questa Resistenza. Io chiamo Resistenza, senza mancare di rispetto ai patrioti, ai partigiani, agli uomini delle giornate di fuoco, alla gente che ha pagato con la vita, a quelli che sono stati massacrati nei lager, io chiamo "Resistenza" anzitutto quella del ventennio. Perchè resistere significava durare, perchè resistere significava non piegarsi, perchè resistere significava non vendersi l'anima, perchè resistere significava con il proprio esempio essere ammonitori, perchè resistere significava soprattutto evitare di cedere ciò che di più prezioso ci fosse, lo Spirito, perchè resistere significava dare l'esempio morale da tramandare alle generazioni future".

(da un discorso tenuto dal senatore Michele Cifarelli, in onore di Piero Delfino Pesce)

Se questo è un uomo

“Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d’inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.”

(Primo Levi)

 


ONOFRIO MARTINELLI
Mola di Bari 1900 - Firenze 1966;
pittore

Dopo gli studi classici a Firenze (1916) si trasferisce a Roma, dove studia matematica all'Università (1918). Abbandona gli studi per dedicarsi alla pittura ed è tra i frequentatori della "terza saletta" del Caffè Aragno. Nel 1925 si trasferisce a Parigi, ospite di Filippo de Pisis, e stringe amicizia con Giorgio de Chirico e Gregorio Sciltian. Nel 1927 si avvicina al gruppo "Les Italiens de Paris" (de Chirico, Severini, Campigli, de Pisis, Savinio , Paresce, Tozzi) partecipando ad alcune mostre, tra le quali spicca la Biennale di Venezia del 1930.
Nel 1931 ritorna in Italia, muovendosi tra Roma, Firenze, Genova e la Puglia, dove è attivo come organizzatore di mostre, promuovendo il rinnovamento di quell'ambiente culturale. Nel 1941 sposa la pittrice Adriana Pincherle, sorella di Alberto Moravia, e si stabilisce a Firenze dove ottiene "per chiara fama" una cattedra all'Accademia di Belle Arti. Espone regolarmente alle Quadriennali di Roma e alle Biennali di Venezia.Nel 1956 ha una sala personale, e la giuria, presieduta da Roberto Longhi, gli assegna un premio. "La nature morte" come "Ulalume" (1936) e "Il marmo nero" (1937) risentono dell’influsso di Colacicchi e De Pisis. I grandi quadri di nudi sono vicini alle suggestioni culturali e archeologiche di Cagli, Capogrossi e Cavalli (Composizione di nudi, 1937-38, I giganti ,1938) .



La casa dei doganieri

Tu non ricordi la casa dei doganieri
sul rialzo a strapiombo sulla scogliera:
desolata t’attende dalla sera
in cui v’entrò lo sciame dei tuoi pensieri
e vi sostò irrequieto.
Libeccio sferza da anni le vecchie mura
e il suono del tuo riso non è più lieto:
la bussola va impazzita all’avventura
e il calcolo dei dadi più non torna.
Tu non ricordi; altro tempo frastorna
la tua memoria; un filo s’addipana.
Ne tengo ancora un capo; ma s’allontana
la casa e in cima al tetto la banderuola
affumicata gira senza pietà.
Ne tengo un capo; ma tu resti sola
né qui respiri nell’oscurità.
Oh l’orizzonte in fuga, dove s’accende
rara la luce della petroliera!
Il varco è qui? (Ripullula il frangente
ancora sulla balza che scoscende...)
Tu non ricordi la casa di questa
mia sera. Ed io non so chi va e chi resta.


(Eugenio Montale)




Karl Popper e la TV

"La democrazia consiste nel mettere sotto controllo il potere politico. (...) Non ci dovrebbe essere alcun potere politico incontrollato in una democrazia. Ora è accaduto che questa televisione sia diventata un potere politico colossale, potenzialmente si potrebbe dire anche il più importante di tutti (...). Una democrazia non può esistere se non si mette sotto controllo la televisione, o più precisamente non può esistere a lungo fino a quando il potere della televisione non sarà stato pienamente scoperto".

Karl R. Popper, da "Una patente per fare Tv", in "Cattiva maestra televisione"



L'enigmatico Borges

L’impossibilità di penetrare il disegno divino dell’universo non può, tuttavia,

dissuaderci dal tracciare disegni umani, anche se li sappiamo provvisori.

 


Jorge Luis Borges, "L'idioma analitico di John Wilkins"


Anniversari

Jan Palach: - Perché siete venuti? E perché in URSS opprimete i popoli?
Militare sovietico: - Come puoi dire che in URSS opprimiamo i popoli?
Palach: - E voi come potete dire che da noi c'è la controrivoluzione?

Jan Palach si appiccò il fuoco, dopo essersi cosparso di benzina, il 16 gennaio 1969, in piazza San Venceslao a Praga. Da quel giorno Jan Palach è diventato il simbolo della "Rivoluzione di Praga" soffocata dai carri armati dell'allora Unione Sovietica. Il simbolo della lotta contro la tirannia e del valore immenso della libertà.

Il Principe di Salina

Il Principe era depresso: "Tutto questo" pensava "non dovrebbe poter durare; però durerà, sempre; il sempre umano, beninteso, un secolo, due secoli.....; e dopo sarà diverso, ma peggiore. Noi fummo i Gattopardi, i Leoni; quelli che ci sostituiranno saranno gli sciacalletti, le iene; e tutti quanti Gattopardi, sciacalli e pecore, continueremo a crederci il sale della terra".

da "Il Gattopardo", di Giuseppe Tomasi di Lampedusa


George Orwell

1984
 

"Chi controlla il passato, controlla il futuro; chi controlla il presente, controlla il passato [...].
Credi davvero che il passato abbia un'esistenza reale? [...].
Il passato esiste forse concretamente nello spazio? C'è da qualche parte un luogo, un mondo di oggetti solidi, dove il passato sta ancora avvenendo? [...] dove esiste il passato, seppure esiste?".
"Nei documenti. Vi è registrato". "Nei documenti. E... nella mente. Nella memoria degli uomini".

 


Pertini.

«Ma in Pertini il carattere conta più delle idee: e il carattere di Pertini non lo dispone al compromesso, che della politica è un ingrediente insostituibile. Concilia in sé immacolato candore e impulsi generosi. Ha lo sdegno incontenibile, l’invettiva pronta, il perdono facile… Aveva ragione quando, a chi gli rinfacciava l’età, rispose che era nato giovane, come altri nasce vecchio. Effettivamente Pertini è uno dei pochissimi che, partito Don Chisciotte a vent’anni, a ottanta non sia diventato Sancho Panza».

Indro Montanelli, Gli anni di piombo.

In giro per ....OPA

Ah! il buon vecchio albo di Topolino, quando la Banda Bassotti svaligiava il deposito di Paperone.....
Oggi si va in giro per OPA....

Er compagno scompagno

 

Un Gatto, che faceva er socialista

solo a lo scopo d'arivà in un posto,

se stava lavoranno un pollo arosto

ne la cucina d'un capitalista.

 

Quanno da un finestrino su per aria

s'affacciò un antro Gatto: - Amico mio,

pensa - je disse - che ce so' pur'io

ch'appartengo a la classe proletaria!

 

Io che conosco bene l'idee tue

so' certo che quer pollo che te magni,

se vengo giù, sarà diviso in due:

mezzo a te, mezzo a me... Semo compagni!

 

- No, no: - rispose er Gatto senza core

io nun divido gnente co' nessuno:

fo er socialista quanno sto a diggiuno,

ma quanno magno so' conservatore!
 
(Trilussa)


I Misteri di Roma

Sto leggendo "I misteri di Roma" di Corrado Augias. Ve lo consiglio: è scritto molto bene e poi fa luce su molti avvenimenti e storie della città eterna, spesso poco noti o conosciuti solo per grandi linee, spaziando lungo il corso dei millenni. Il libro di Augias è una miniera di informazioni, aneddoti, personaggi. Da non perdere.

Pensieri e parole

Lucio Battisti, Carole King, Earth, Wind & Fire, De Andrè. In questi giorni di vuoto pneumatico, sospeso tra il Natale e il Capodanno, ascolto la buona vecchia musica, scrivo e ..... qualche volta penso. 


17 novembre 2012

RITORNO AL FUTURO.

"Ecco il mio segreto. E' molto semplice: non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi".




permalink | inviato da Frisbee il 17/11/2012 alle 23:34 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa


23 febbraio 2012

TRIANGOLO ABC: VOCI FUORI DAL CORO.

Dall'arrivo di Mario Monti, sulla stampa e la TV ufficiale è tutto un florilegio di apprezzamenti alla sobrietà del personaggio, alla sua signorilità, understatement, competenza, ecc..

Certo che Mister B. in confronto giganteggiava in cafonaggine, in incompetenza, in nanismo politico.

Ma siamo davvero sicuri che il Mario Monti condurrà l'Italia fuori dalle secche della crisi provocata dalla medesima scuola di pensiero e azione dalla quale egli stesso proviene?

Siamo sicuri che, alla fine, non ci ritroveremo, oltre che più poveri e privi di garanzie e tutele, anche con un'Italia che avrà cessato la propria sovranità economica, sociale, politica per cederla all'Unione Europea delle grandi lobbies finanziarie? E che alla fine del processo potremo ancora definirci una vera democrazia? E che la stessa Unione Europea non sia uno strumento nelle mani di èlites ancora più potenti e internazionali?

I dubbi cominciano, per fortuna, a serpeggiare tra l'opinione pubblica più avveduta e tra alcuni giornalisti ed economisti che si stanno mettendo deliberatamente fuori dal coro.

Stasera, cari amici blogghettari della nostra latitudine, voglio presentarvi, tra i tanti scovati in rete, due interventi interessanti.

Il primo è quello di una giovane economista che mette in discussione la legittimità (e gli obiettivi mascherati) del fondo europeo salva-stati (e, quindi, del "fiscal compact"... ricordate? ne abbiamo parlato nel post precedente...) per arrivare a conclusioni che fanno, giustamente, a pezzi il clima di unanimismo che si respira nel Paese, espresso in concreto dal triangolo contro-natura ABC (Alfano-Bersani-Casini).

Il secondo è il video di un free lance contro corrente, un buon giornalista d'inchiesta, che ci introduce nel vero mondo di Mario Monti: un ambiente che sta a cavallo tra le due sponde dell'Atlantico.

Buona visione.




permalink | inviato da Frisbee il 23/2/2012 alle 20:37 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa


11 gennaio 2012

IERI TREMONTI, OGGI MONTI, DOMANI SOTTO I PONTI...

Cari amici blogghettari, in questo post parleremo di euro e dintorni. Argomento trito e ritrito, direte voi. Certo, se ne parla ormai da diversi mesi: cade o non cade, si esce o si rimane???
La questione, purtroppo, sembrerebbe scontata se non fosse drammatica. Proviamo a fare alcune considerazioni:

1)    L’euro è un esperimento mal riuscito. Nella storia dell’umanità non pare che ci siano monete create dal nulla, senza avere prima alle spalle una nazione, o un’unione federale di stati, coesa e con un’unica politica economica, finanziaria e sociale.

2)    Il fallimento politico dell’euro era pertanto nella logica delle cose: diciassette stati molto diversi tra loro, con deficit e debito a macchia di leopardo, produttività eterogenea, fiscalità disparate, ecc., non possono reggere un sistema monetario. Apparentemente, l’euro è ancora forte sui mercati internazionali dei cambi, ma è una “tigre di carta” che non spaventa nessuno. Anzi, l’euro viene tenuto artificiosamente su dalla necessità del dollaro di essere competitivo per le esportazioni USA: altrimenti, sarebbe già sotto la parità da un pezzo. La cosa accadrà quando il valore della moneta rispecchierà per davvero i “fondamentali” economici europei in costante ribasso: e non è detto che nell’anno non ci si arrivi…
 
3)    Ma più che alla “moneta euro”, ora la crisi è legata al debito sovrano degli Stati che appartengono all’area della moneta unica e alla sua mancata condivisione attraverso una strategia unitaria (euro-bond, banca centrale come “prestatore di ultima istanza”, ecc.). E’ come se in una famiglia il marito non volesse farsi carico dei debiti contratti dalla moglie (e viceversa): è chiaro che la famiglia non può reggere. Così la moglie Merkel non vuole condividere una strategia comune per difendere dall’attacco dei debitori il caro congiunto Monti (e prima di lui l’ex marito Berlusca, distratto da ben altre chiappe…). E dire che il Mari o Monti fa sul serio: lacrime (di Miss Coccodrilla) e sangue di chi perde il lavoro, pur di compiacere la volpe Merkel e il gatto Sarkozy. Eppure lo “spread” (mi raccomando… con una spruzzata di seltz…) non scende. Anzi, più cercano di tirarlo giù, con tasse a tavoletta e prossime (inutili) liberalizzazioni, e più quello va su!!!

4)    Ora, c’è da chiedersi: ma l’attacco speculativo all’Italia perché è arrivato in questo momento? Come mai, nessuno si è accorto prima che avevamo il 120% del debito sul PIL??? Eppure, il Giappone viaggia sul 200% e gli USA stanno al 144%!!!

5)    L’Italia è, tra gli anelli deboli della catena europea (Grecia, Portogallo, Irlanda, Spagna), il più grosso. Se salta il Belpaese zompa tutta l’arrugginita catena della UE che, fra le altre manchevolezze, non ha una Banca centrale degna di questo nome (come ce l’hanno, invece, USA, Giappone e Inghilterra), in grado cioè di stampare moneta al bisogno.  Ecco perché la speculazione internazionale l’ha presa di mira. Se si tiene l’Italia (e, quindi, la UE) sulla graticola, gli USA ne beneficiano a livello geopolitico: in questo modo riusciranno, in prospettiva, a spostare ingenti capitali d’investimento dall’Europa ad Oltreoceano. Devono solo aspettare che anche la Germania entri in difficoltà. Oggi, infatti, c’è la fuga dai BTP italiani mentre l’acquisto dei Bund tedeschi viene fatto anche con rendimenti prossimi allo zero. Ma se salta l’euro, tutti gli investitori correranno verso i T-Bond americani (che già godono di buona salute, nonostante i “fondamentali” degli USA non siano eccelsi…). I capitali servono agli USA per rimettere a posto le questioni geopolitiche e strategiche con la Cina. Infatti, il primato degli USA è già insidiato a livello globale dai cinesi e fra un po’ lo sarà anche dagli altri BRIC (Brasile, Russia e India). Poiché gli USA non intendono perdere il primato geopolitico, ne usciranno con un’altra guerra guerreggiata (cosa assai difficile finchè resta Obama, anche perché il livello di scontro potrebbe diventare pericolosamente globale) oppure con una guerra economica (già nei fatti) svuotando la capacità finanziaria della UE a loro vantaggio, per rafforzarsi sullo scacchiere internazionale.

6)    La Merkel, al momento, crede di trovare grande giovamento dall’attuale situazione di debolezza italiana.  Una debolezza che fra un po’ diventerà anche francese, mentre gli inglesi – i quali giocano di sponda da sempre con i cugini americani – si guardano bene dal condividere le sciagure dell’euro e osteggiano la Tobin tax, che andrebbe ad intaccare il grosso volume d’affari sviluppato dalla Borsa di Londra.

7)    La Germania è l’unica nazione europea che ha tratto vantaggio dall’euro: le sue esportazioni sono molto cresciute all’interno dell’area della moneta unica a causa della forte produttività delle sue industrie e dell’impossibilità di stati tradizionalmente manifatturieri, come l’Italia, di svalutare per rendere competitive le proprie aziende. Infatti, il sistema euro è a cambi fissi, intoccabile, ed è di fatto basato sulla parità della vecchia lira con il vecchio marco tedesco. Nel 1992, quando ci fu un’altra grave crisi finanziaria, l’Italia fu costretta a svalutare: tuttavia, dopo mille sconquassi e misteri, alla fine la nostra economia riprese a correre sui mercati internazionali. Ora non è più possibile: tant’è che la piccola e media industria italiana è moribonda. Non possiamo competere con i cinesi per via dei costi, e ovviamente neppure con i tedeschi per il mancato ammodernamento tecnologico a causa della scarsità di capitali.

8)    Ed è così che ci stiamo avvitando in una spirale perversa. L’Italia è da un lato stretta nella morsa della speculazione internazionale che chiede rendimenti sempre crescenti per finanziare il nostro debito (la qual cosa ci costringe in una rincorsa a contenere il deficit con manovre governative sempre più pesanti), dall’altra, proprio a causa dell’impossibilità di svalutare e di finanziare le aziende, sta cadendo sempre più in una dinamica depressiva.

9)    La recessione aumenterà con il passare dei mesi. Monti si illude che liberalizzando le licenze dei tassisti, tenendo aperti i negozi notte e giorno, distribuendo sul territorio un numero maggiore di notai e di farmacie, si possa dare ossigeno all’economia. O meglio fa finta di illudersi, anche cercando i licenziamenti facili (e immorali) ad ogni costo. Sa benissimo che ben altre misure ci vogliono: credito alle piccole e medie imprese a tassi accessibili, innovazione tecnologica, ricerca di base e applicata, strategie per l’export, incentivi concreti e tangibili alle nuove assunzioni, produzioni nel settore delle energie rinnovabili.

10)    Il credito è l’altra variabile impazzita. Con la fuga dall’area euro dei capitali e con l’assenza di una politica di quantitative easing (cioè di emissione di nuova moneta) della BCE, le banche non hanno liquidità e, quindi, non prestano denaro alle imprese se non a costi proibitivi e con la pretesa di garanzie sempre più vincolanti. Si è arrivati all’assurdo che le banche preferiscono prendere a prestito denaro dalla BCE all’1% di interesse, e ridepositarlo presso la stessa BCE a 24 ore (“overnight”) al tasso del 2%, pur di non prestarlo agli imprenditori e alle altre banche per timore di non rientrare poi dal credito elargito. Così si arriva in breve alla paralisi della liquidità e, quindi, dell’economia.

11)    L’ultima mazzata che sta per arrivarci sul capo si chiama “fiscal compact”. Un nome che sa di un nuovo aggeggio elettronico… in realtà si tratta delle nuove regole di bilancio che, a breve, la Merkel imporrà agli altri stati della UE sulla base dell’accordo raggiunto nel vertice di inizio dicembre 2011 (unico a dire no fu l’inglese Cameron). In poche parole, pena multe salatissime, si punta alla riduzione drastica del rapporto tra debito pubblico e Pil. In sostanza, gli Stati con un rapporto debito/Pil superiore al 60% dovranno ridurlo ogni anno di 1/20 fino a scendere al di sotto del 60%. Quindi, noi che siamo al 120% dovremmo ridurre il debito del 3% all’anno: cioè si dovrebbero fare manovre di tagli da 50 miliardi annui!!! La miseria colpirebbe anche il ceto medio. Monti lo sa bene, ecco perché ha iniziato a fare la “madonna pellegrina” in giro per l’Europa: tenta di convincere il gatto e la volpe ad addolcire l’amara pillola…

12)    Non sappiamo se Monti ci riuscirà: in queste ore è in Germania a colloquio con frau Merkel. Sarà molto difficile comunque sfuggire alla logica dei tedeschi: che ci vogliono tenere sotto lo schiaffo di manovre depressive continue per costringerci, in prospettiva, a diventare un mercato di produzione per il loro indotto con salari a bassissimo costo, al fine di puntare all’esportazione verso i mercati emergenti con costi competitivi.

13) Ma non solo: poiché manovre così pesanti sono impossibili da reggere solo con tagli e tasse, saremmo costretti a svendere quel po’ di patrimonio industriale di stato che, in parte, ci è rimasto: Eni, Enel, Finmeccanica. E’ quello che per davvero stanno aspettando i marpioni dell’establishment finanziario anglosassone: ripetere (questa volta con la “soluzione finale”) l’attacco alla nostra industria per un tozzo di pane. Nel 1992 (anno infausto che iniziò la svendita delle nostre partecipazioni statali a prezzi stracciati, a causa della svalutazione della lira provocata da un grosso speculatore americano, spalleggiato da poteri occulti) la strategia fu decisa a bordo del panfilo della real casa inglese “Britannia”, alla presenza di alcuni grossi politici e alti dirigenti italiani (taluni ancora in auge e in posizioni eminentissime) e di decine di rappresentanti della finanza anglo-americana.

14)    La Germania, tuttavia, si illude: se non cambia la sua logica, la recessione si estenderà a tutta l’Europa, quindi il tradizionale mercato europeo di sbocco non riuscirà ad assorbire i prodotti teutonici e, comunque, per i tedeschi sarà molto difficile competere con i cinesi sui mercati emergenti. A trarre beneficio dalla crisi economica europea saranno gli inglesi e, soprattutto, gli americani quando ripartirà l'economia USA dopo le elezioni presidenziali del prossimo novembre, con il previsto ritorno dei repubblicani alla Casa Bianca, foraggiati dal complesso militare-industriale e finanziario.

Come finirà veramente??? Non lo sappiamo. Il work è in progress da parte delle forze transnazionali governative, economiche e finanziarie globalizzate e, comunque,  non è un lavoro che potrà portare benefici ai ceti medi e popolari. Sono all’opera interessi molto potenti. Scordatevi l’Europa dei popoli e amenità simili raccontate nelle scuole durante l’ora di educazione civica.

Questa è l’Europa dei grandi banchieri, delle concentrazioni di capitale monopolistico e oligopolistico, dei mega-burocrati che hanno fatto carriera nelle banche d’affari anglosassoni, della “democrazia sospesa” in Grecia e in Italia, di un grande sogno tradito e tradotto in una squallida e pericolosa realtà gestita da occulti burattinai che mirano soltanto al denaro e al potere, non certo al "bene comune".

Bisogna diffondere informazione e consapevolezza. Bisogna vigilare ed essere pronti. Tutto può accadere.




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5 gennaio 2012

DEI MONTI E DELLE VALLI.

Beh, allora cominciamo. Sperando che qualcuno, nella molablogosfera, sia ancora superstite...

Dicevo che avremmo discusso di alcuni temi fondamentali che, da qualche tempo, stanno cambiando la nostra vita.

Per ora non parlerò del paesello: la sbornia dei fondi Urban (che poteva essere strategica per il suo sviluppo) è passata senza lasciare traccia e ora i compaeselli (a cominciare dai loro amministratori) sono adagiati in un tranquillo ronf-ronf nelle braccia di Morfeo. Si sveglieranno dal torpore alla fine del 2014 (manca ancora parecchio...) alla vigilia delle prossime elezioni comunali. Fino ad allora assisteremo a poche novità: tanto l'opposizione di centro-sinistra vive ancora con la testa voltata all'indietro e i suoi uomini sono di vecchio conio e di antichissima mentalità baronale...

Tratterò invece delle questioni di più ampio respiro. "Cose gravi", avrebbe detto B. Croce, intendendo questioni di una certa rilevanza. Certo non ho nessuna pretesa di autorevolezza (e come potrei?), però credo che un bel dibattito su faccende che stanno condizionando la nostra vita sia necessario.

Dunque, nelle mie ricerche alla buona di quest'ultimo periodo mi sono fatto alcune modestissime e contestabilissime convinzioni, che proverò a tradurre in maniera schematica per non essere troppo prolisso:

1) Berlusconi "se n'è ghiuto". E' un dato di fatto e da tanti (me compreso) da sempre auspicato. Tuttavia, non convincono le modalità. Certo non si è fatto da parte per "senso di responsabilità" (come vuol far credere). Quando lo spread è arrivato a quota 575, Napolitano ha messo in moto un'operazione a lungo studiata. Lo ha chiamato al Quirinale e gli ha detto che Obama, la Merkel e Sarkozy non avrebbero più supportato l'Italia nella tempesta finanziaria che si era scatenata se lui avesse continuato a sedere a Palazzo Chigi. E la Merkel ci aveva messo il carico da undici con la sua telefonata a re Giorgio, come il Wall Street Journal ci ha deliziato.

2) Sicuramente c'è stata una trattativa. Il Berlusca non è uomo da cedere le armi così facilmente: senz'altro ha ottenuto delle contropartite. In quei giorni le sue aziende erano sotto attacco in Borsa con perdite vertiginose: avrà ricevuto garanzie che gli attacchi sarebbero cessati (e, infatti, così è stato). Inoltre, qualcosa sui suoi processi deve pure essersi detto... (e da un po' di tempo... è calma piatta su quel versante). Infine, c'è il gioco della Presidenza della Repubblica nel 2013, quando re Giorgio andrà finalmente in pensione: Silvio per ora sembra essere fuori gioco (visto le sue mattane pecorecce...), però in un annetto può rifarsi una verginità. Tenuto conto che alle elezioni politiche si presenterà come "agnelluccio" senza peccato e che vanterà di non essere mai stato sfiduciato dalle Camere. La seconda opzione (che potrebbe trovare d'accordo anche il PD) sarebbe il fido Letta sulla poltrona del Colle più alto: forse è questo il vero accordo con Napolitano. Ma, come diceva Lucio, "lo scopriremo vivendo".

3) Andato via il Berlusca, re Giorgio ha nominato seduta stante Mari o Monti. Era il candidato designato di Confindustria (notato che la Marcegaglia non strepita più, e nè si attorciglia nervosamente con le dita la fulva chioma?), della BCE, del FMI, dei megaburocrati della UE. Insomma, dei cosiddetti "poteri forti". Immediatamente (tanto era già pronta nel cassetto da tempo), è scattata la manovra "lacrime e sangue". Le lacrime, quelle da coccodrillo della Fornero. Il sangue, quello vero, di disoccupati e piccoli imprenditori che continuano a suicidarsi ad un ritmo preoccupante: la mancanza di lavoro e il fallimento delle aziende non sono una asettica curva su un grafico, ma carne viva che certo non duole a chi scia e sciala a Cortina...

4) Il golpe politico-finanziario, con la "democrazia sospesa" di questi ultimi mesi, è andato a segno. Le Camere sono ormai un simulacro che vota su ordine di Mari o Monti (con l'agenda dettata da Napolitano-UE-BCE-FMI) qualsiasi cosa. E, infatti, nel giro di 15 giorni è passata l'ennesima contro-riforma delle pensioni: nell'arco di due anni, il governo ha manomesso ben tre volte il regime previdenziale e, questa volta, lo ha fatto in maniera selvaggia, a colpi di machete. E noi zitti e mosca! Tra qualche anno si andrà in pensione a 70 anni e, con il cosiddetto (e artefatto) aumento dell'aspettativa di vita media, quella soglia è anch'essa destinata ad essere superata. Una follia!

5) Pensare che le aziende possano tenere alla catena di montaggio (ma anche negli uffici) gente sulla soglia dei settant'anni è privo di senso. Continueranno a liberarsene (ancora più facilmente, con le nuove leggi che già si profilano per la gioia di Ichino e gli altri neo-liberisti del PD) allo scoccare dei 50-55 anni per scaricarne i costi sulla collettività (se ancora ci saranno soldi pubblici da spendere in ammortizzatori sociali), oppure se ne fregheranno altamente, lasciando in mezzo alla strada gente non più appetibile per il mercato del lavoro. Il dramma dei suicidi purtroppo aumenterà. Chi non potrà licenziare (enti pubblici) si terrà gente demotivata, stanca e poco produttiva e, ovviamente, non potrà assumere i giovani. Le aziende che invece sostituiranno i "vecchietti" lasciati proditoriamente a casa, senza stipendio e senza pensione, lo faranno con giovani tenuti sotto la spada di Damocle di contratti apparentemente a tempo indeterminato, ma in realtà risolvibili ad horas per meri motivi economici (senza giusta causa). E' questo il progetto Monti-Fornero al quale Ichino e gli altri daranno una sensibile mano affinchè passi alle Camere nel giro di un mesetto.

Per ora, mi fermo qui. Nel prossimo post parleremo di euro, di spread (che continua a rimanere oltre la soglia di 500 punti, nonostante le virtù taumaturgiche di Mari o Monti...), di liberalizzazioni e di geo-politica.

Molablogosfera, se ci sei batti un colpo ... e se vuoi lascia qualche commento...




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3 gennaio 2012

MAYA E MONTI.

Cari amici blogghettari della nostra latitudine, improvvisamente mi accorgo che un altro anno è passato e che non scrivo più sul vostro affezionatissimo blog dall'11 novembre scorso... Un tempo infinito!

E sì che di cose ne sono successe... Poche in verità al paesello, ma tante, fin troppe, in giro per il Belpaese e per il globo intero.

E' che mi sono dedicato a seguire vicende più grandi di me, sicuramente. E a cercare di capire. Non so se sono venuto a capo di qualcosa, però ho pensato che pian piano distillerò qualcosa dei miei approfondimenti (almeno di quello che ho capito...) per farvene partecipi e, magari, discuterne con voi.

Vi dico subito che il mio sguardo è stato rivolto in particolare alla crisi economica dell'area euro, con tutti gli sconvolgimenti politici e sociali che ne stanno derivando e che sono ancora in itinere. Bella scoperta, direte voi! Non è mica una novità... aggiungerete.

Lo so, lo so. Però, i nostri destini individuali e collettivi passano per questo incerto divenire. E fare finta di nulla, o peggio illudersi che non stia succedendo niente, non è un buon viatico per il nuovo anno che si è appena aperto. Anche noi del paesello siamo chiamati a prenderne consapevolezza e a capire che pure la nostra latitudine non sarà esente da sconquassi.

Intanto, in attesa che io possa imbastire un canovaccio sul quale costruire i miei prossimi post, vi anticipo lo spirito dei tempi....







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11 novembre 2011

IL GOLPE FINANZIARIO DI MARI&MONTI.

Sono ore cruciali per il Belpaese. Il clown Berlusca ha ceduto le armi non per amor di Patria, ma perchè le azioni Mediaset e tutta la sua galassia finanziaria (Mediolanum, ecc.) stavano franando vistosamente sotto l'attacco speculativo generale lanciato dai poteri forti internazionali.

I figli Marina e Piersilvio e Confalonieri lo hanno richiamato all'ordine: perdiamo milioni di euro, finiscila con il giocattolo della politica sennò qua ci roviniamo per sempre. E il Berlusca ha obbedito: deve solo scegliere il villone all'estero nel quale passare il resto dei suoi giorni allietato dalle sue "ol(r)gettine".

Sgombrato il campo da mister B., senza colpi di coda da caimano (anche se è bene attendere eventuali ripensamenti dell'ultim'ora, sempre possibili, in funzione dei suoi veri interessi), ora il gioco si fa ancora più duro e pericoloso.

La gran parte degli italioti non si è ancora resa conto che stiamo per cadere dalla padella nella classica brace. E saranno augelli per diabetici per tutti, soprattutto per lavoratori, pensionati, disoccupati, cassintegrati. Insomma, per i soliti fessi che pagheranno il conto per i soliti dritti e ricchi.

La soluzione Mari&Monti è quanto di più lontano possa esserci dalla democrazia. La carta costituzionale sta per finire nei cessi di Montecitterio e Palazzo Madamalamarchesa, con grande giubilo dei vari Bersani, Bindi, Letta, Franceschini e ovviamente di Casini, Buttiglione, Fini, Rutelli mentre il PDL attende l'ordine del rompete le righe e si spaccherà come un'anguria strafatta, che crolla sul pavimento della bassa cucina della politica, con la polpa e i semi che voleranno in ogni direzione.

Tutti insieme più o meno appassionatamente si apprestano a votare per il nuovo premier Mari&Monti in versione agenzia last minute. I peones non sanno cosa stanno per fiduciare, ma i capibastone (i D'alema, i Casini, i Fini, ecc.) lo sanno benissimo e gli va bene così. Come pure alla grande stampa di Repubblica e Corriere della Sera: i megafoni di Confindustria e di chi tiene i cordoni della borsa.

Mari&Monti è l'espressione più vera dei poteri forti, che dico, fortissimi: che da decenni portano avanti un disegno ben preciso. La globalizzazione e la finanziarizzazione dell'economia internazionale e lo svuotamento dei poteri nazionali e democratici dei singoli Stati. Tutto per dare vita ad una concentrazione del potere del denaro e dei governi nelle mani di poche e ben selezionate oligarchie, attraverso l'FMI e la struttura verticistica dell'Unione europea con la moneta unica e la BCE: l'esproprio della sovranità nazionale in cambio di disoccupazione e povertà crescenti ne sono la conseguenza più immediata.

L'attacco speculativo alla Grecia è stato soltanto un assaggio e un test. Riuscito il quale si è passati ad affondare il coltello nel corpaccione molle e ricco dell'Italia: dove c'è polpa e sugo in abbondanza. Grandi aziende come Eni, Enel, Finmeccanica da privatizzare e da dare in regalia a prezzi stracciati alla finanza internazionale che si muove tra Londra e New York; svuotamento dello Stato sociale con l'allungamento dell'età pensionabile fino all'età del catetere e del pannolone, la drastica riduzione della spesa per disabili e famiglie in difficoltà, i licenziamenti facili, il precariato a vita.

Su tutto vigila la troika BCE-UE-FMI che, non fidandosi più del senescente-concupiscente- barzellettaro, ha scelto il Mari&Monti quale unica garanzia di un potere ligio all'osservanza, senza tentennamenti, dell'esproprio di sovranità nazionale - decisa sulla direttrice a zig-zag, e lastricata di euro-dollari, Bruxelles-Strasburgo-Parigi-Berlino-Londra-New York-Washington -, ai danni del popolo italiano.

Vi consiglio una istruttiva lettura sul chi è di Mari&Monti: se non lo sapete già, scoprirete che il "salvatore della Patria", omaggiato  da re Giorgio del laticlavio in tempo reale (più veloce del neutrino), è l'espressione più autentica del capitalismo finanziario internazionale e dei suoi circoli para-politici (Goldman Sachs, Gruppo Bilderberg, Trilateral Commission) sul quale pesa, più che l'ombra, la quasi certezza del calcolato attacco speculativo all'Italia. Era già tutto previsto e programmato. E non da oggi.

Prepariamoci ad una lunga, vera e duratura dittatura politica-finanziaria-legislativa dei veri poteri forti sovranazionali. Finora con Berlusconi hanno scherzato. Ora si fa sul serio.




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24 settembre 2011

UN UNICO NEURONE SI AGGIRA NEL TUNNEL GELMINI...

Il tunnel, appositamente costruito in quattro e quattr'otto per consentire alla Gelmini di emettere il suo formidabile comunicato stampa, sembra che viaggi deserto.

Al momento vi si aggira un solo neurone, quello della Gelmini.

I neutrini, invece, come è giusto che sia, sanno che strada prendere, tra il Cern e il Gran Sasso, senza aspettare i tempi della Salerno-Reggio Calabria, nè tantomeno le non credibili precisazioni della Beata Ignoranza, che smentiscono l'esistenza ... della lingua italiana.




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21 settembre 2011

MONUMENTO ALLA MATER IGNOTA.

Cari amici bloghettari, sapete bene come dal latino mater ignota sia derivato il più prosaico termine romanesco.

Ebbene una cotanta figlia (purtroppo) della nostra latitudine, ha dichiarato papale papale che per fare soldi e avere successo "ti devi vendere la madre", pure se ... ignota.

L'intervista che da giorni sta circolando in rete è figlia (ben nota, in questo caso) dei tempi bastardi e tristi in cui siamo costretti a vivere. Una volta certi ragionamenti venivano subito bollati come frutto di menti traviate, oggi assumono dignità di stampa.

E' che il Grande Corruttore, l'uomo che sta dietro lo sportello e ha la fila di 11 fanciulle ma riesce a sbrigare la "pratica" solo per otto, ha inquinato a tal punto i cervelli e le coscienze degli italiani da consentire alla Terry di turno di dire impunemente che "se sei racchia e fai schifo devi stare a casa", e "se sei pecora rimani a casa con 2.000 euro, ma se vuoi guadagnare 20.000 euro al mese ti devi mettere sul campo e vendere tua madre. Insomma quando sei onesto non fai un grande business, se vuoi andare in alto devi calpestare i cadaveri. E' la legge del mercato".

Una legge che pesa pure il cliente che hai di fronte: insomma, "se vai dall'Imperatore ti devi mettere minimo minimo un abito di Prada e un collier importante, se vai da Frisullo ti metti la collanina del cinese".

E con questo pure la sinistra stracciona, e che vuol fare cose che non sono alla sua altezza, è servita. E' chiaro che la Terry se deve scegliere tra il puttaniere originale (il Berlusca, ça va sans dire) e la fotocopia sbiadita del Frisullo di turno, non ha dubbi.

Che dire cari amici... Le figlie di mater ignota ci sono sempre state, fin dai tempi di Adamo. Ma oggi è diverso. C'è stata una mutazione antropologica che consente a queste figliole di salire in cattedra e di impartire con tono ammiccante e professorale lezioni di morale e di vita.

Capito??? Siamo noi che abbiamo sbagliato tutto!!! Lo studio, il diploma, la laurea, il lavoro onesto e coscienzioso, i sacrifici, la famiglia, il tirare su i figli con un codice etico, l'impegno sociale, il volontariato, la solidarietà, il rispetto verso gli altri.... Siamo pecore da 2.000 euro al mese (chi più, chi meno).

E c'è sempre un lupo in riva al fiume che cerca un pretesto per sbranarsi la pecora. Però, sia mai che un giorno milioni di pecore si sveglino incazzate e mettano gli artigli.

Cara Terry, se arriva quel giorno ti consiglio di prendere il primo aereo (biglietto di sola andata) con i tuoi amici lupi, leoni e lenoni, perchè le pecore non faranno prigionieri.




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31 agosto 2011

I CERVELLONI.

Sacconi, Calderoli, Tremonti, zio Silvio, il Bossi fratturato.

Tutti insieme appassionatamente, in sette ore di vertice, nella villona del Berlusca, hanno partorito una manovra-bis da premi Nobel dell'economia.

Via il contributo di solidarietà sui redditi al di sopra dei 90.000 euro, perchè poverini, non si tartassa il "ceto medio" (a dichiarare questa cifra è solo lo 0,8% degli italiani.... minkia il "ceto medio"...). E avanti con la sterilizzazione dei contributi per il militare e la laurea ai fini della pensione di anzianità...

Una genialata partorita da grandi cervelli, gente da studiare attentamente nelle sinapsi e nelle pieghe della corposa materia grigia...

Tanto geniale che, meno di 24 ore dopo, è già stata ritirata per la protesta generalizzata che è montata sul web, tra i sindacati e le varie categorie di lavoratori.

Insomma, l'ennesima porcata frutto non si sa se di totale coglionaggine o anche di calcolo furbesco, per tastare il terreno e dare in un momento successivo la mazzata definitiva a quanti sono sempre sulla soglia della pensione e mai ci possono andare, per le continue e snervanti modifiche che, ogni tot mesi, spostano il traguardo sempre un metro più in là.

Ho passato un po' di tempo a navigare sui siti dei giornali più accorsati: Corriere della Sera e Repubblica. I commenti alla genialata sono più che indignati: furenti, incazzatissimi, corrosivi. Perfino sul confindustriale Il Sole 24 ore, i lettori si sono scatenati.

Ormai siamo alle comiche finali di un governo nel pallone, nel caos e nell'improvvisazione totale. Tutto perchè non si ha voglia di far mettere mano al portafoglio degli straricchi di questo povero vascello "in gran tempesta".

Perfino il Bersani, con le sue battute da bar dello sport, diceva che il contributo di solidarietà avrebbe tartassato i ... "ceti medi" ... Non parliamo poi dei sindacalisti all'acqua di rose (ogni commento ulteriore potrebbe violare il codice...) Angeletti e Bonanni.

Al momento l'unica voce vera e convincente è venuta dalla Susanna Camusso, che ha definito la tentata truffa di Stato sui contributi da riscatto laurea e militare un "golpe" in danno dei lavoratori.

Stiamo a vedere come evolve la situazione, perchè questi cervelloni sono in grado di partorire ancora porcate peggiori...

Certo è che la tentazione di fuggire dall'Italia si va sempre più diffondendo tra giovani, ma anche tra i meno verdi di età.




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11 agosto 2011

DA TROTA AD "ALLIEVO".

Il Trota si trasforma in "allievo"...

Per chi non vive alla nostra latitudine, l'allievo è la seppiolina bianca e tenera che da queste parti si consuma fritta ma più spesso cruda, spremendoci su un po' di limone bello fresco.

Insomma, Renzo Bossi passa da una specie ittica di fiume ad una di mare, complice il CEPU.

L'allievo viene addirittura servito a domicilio, non deve neanche recarsi al ristorante...

Tutto "agratis", of course.




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